Restauro

Kintsugi tradizionale giapponese è una tecnica di restauro giapponese risalente alla fine del 1400, durante l’epoca Muromachi.
I materiali di utilizzo sono lacca urushi, farina di riso, tonoko (polvere di argilla) e polvere d’oro puro.
Seguendo una tecnica rigorosa, uguale da anni, mescolo i vari materiali e restauro la ceramica fino a depositare, sulle linee di rottura, la polvere d’oro.
Ogni passaggio prevede l’uso della lacca urushi, lacca naturale estratta dalla pianta Rhus Verniciflua che polimerizza solo nel muro, ambiente caldo umido, per una settimana.

Kintsugi è quindi un restauro lento, rispettoso dei materiali che non possono essere forzati, ma che devono essere assecondati. Abbisogna di grande sensibilità perché non ci sono prodotti da pesare o tempi precisi da cronometrare, ma solo la vista, il tatto, la pazienza.
Kintsugi è un restauro artistico, a differenza del restauro classico occidentale: significa che le linee dorate possono seguire sia le rotture che essere create appositamente per un disegno, una forma, seguendo il pensiero che la ceramica ci porta o la natura che ci circonda.

Ogni restauro che eseguo su una ceramica è un’opera unica, così come unica era la rottura. I clienti lasciano a me la libera interpretazione dei loro oggetti, spesso mi raccontano la storia che li accompagna, la vita che hanno vissuto, a chi sono appartenuti.

Mi raccontano le ferite e le vittorie; le emozioni passano dal cliente a me e io interpreto I loro pensieri. Nascono quindi opere che raccontano piccole ferite, o abbellimenti, una spirale, un segno.
Alla tecnica Kintsugi si unisce lo Yobitsugi, l’inserimento di un coccio di differente provenienza in una mancanza della ceramica: spesso utilizzo vetrini di mare, altre volte cocci grandi, così diversi nel colore e forma da essere come un gioiello incastonato.

Il processo di lavorazione è lento, laborioso, necessita cura, attenzione, dedizione, tempo, lentezza, amore, attenzione e precisione.
Alla fine ho realizzato un’opera unica, ho ridato all’oggetto la sua funzione originale: infatti un restauro Kintsugi è forte e resistente, adatto anche all’utilizzo con alimenti e bevande.
Spesso gli oggetti che restauro non sono oggetti di grande valore economico, ma di immenso valore affettivo e simbolico. E questo mi rende fiera, mi fa stare bene, come una mano che continua a dare, un dono che ottengo, un dono che do.