KINTSUGI: ARTE TRADIZIONALE, MODERNA E METAFORA

Perché scrivo questo testo? Perchè se è vero che una metafora ha un grande valore se unita all’arte Kintsugi, conta che si usino parole corrette, termini esatti, provenienze certe, immagini che raccontino il vero e non un falso.

Da anni realizzo restauri di ceramiche e opere d’arte utilizzando la tecnica tradizionale Kintsugi, da prima che diventasse molto conosciuta e apprezzata anche in Italia. Ho studiato molto, sono stata in Giappone per imparare, non smetto mai di fare formazione; per questo vi dico “Prima di scrivere chiedete. Informatevi e scrivete notizie vere, piuttosto meno ma corrette. Così la metafora sarà ancora più forte, come forte e potente è la forza della lacca urushi, la vera preziosità dell’arte Kintsugi”

LA TECNICA TRADIZIONALE

Kintsugi, kin (oro) + tsugi (riparare), è una tecnica artistica di restauro giapponese per ceramiche che risale alla fine del 1400.
Le rotture delle ceramiche vengono incollate usando la lacca urushi, una lacca estratta dalla pianta Rhus Verniciflua, presente in Giappone.
La lacca viene estratta dalla piante nel periodo da maggio a novembre, mediante piccoli tagli sulla corteccia: da una pianta se ne estrae mediamente 200gr.
La lacca urushi viene mescolata con farina di riso o farina di grano; questa sostanza ha forti qualità adesive ma necessita di una settimana per raggiungere una buona tenuta. Una settimana in un ambiente caldo umido, detto muro.
Dopo la prima fase di incollaggio, le crepe sono stuccate con lacca urushi e polvere tonoko; di nuovo la ceramica deve essere tenuta nel muro per una settimana circa.
Questa fase di stuccatura può essere ripetuta quante volte necessita fino a raggiungere un buon grado di perfezione. E sempre, ogni volta, occorrerà rimettere la ceramica nel muro.
Terminata la stuccatura e carteggiatura, sulle linee di rottura viene applicata a pennello la lacca urushi; tale lacca rossa viene usata per aumentare il tono caldo dell’oro che in seguito viene applicato.
Sulla lacca rossa, lasciata asciugare per una mezzora circa, viene depositata la polvere d’oro. Tale polvere può essere oro puro 24kt, di varia grammatura o polvere d’argento (Gintsugi, gin:argento, tsugi:riparare)

Nella fase successiva la polvere d’oro viene lucidata con cotone di seta, wata o con il dente d’orata, simile alla pietra d’agata per i doratori.
La ceramica viene messa nuovamente nel muro e lasciata per una settimana in modo che la lacca possa ancora polimerizzare e rendersi stabile.
La ceramica così restaurata è riutilizzabile per la sua funzione

LA TECNICA MODERNA

In occidente è stata inventata una tecnica moderna più semplice per rendere un effetto simile al Kintsugi tradizionale.
Tale tecnica, differente da chi la pratica, prevede normalmente l’utilizzo di resina epossidica bicomponente e polvere d’oro finto (o porporina o polvere d’ottone).
La resina epossidica asciuga in 10 minuti e il risultato è immediato.
Non conviene però sottovalutare la realizzazione di questa tecnica, resta comunque un atto artistico e come tale necessita di talento, dedizione e pratica.
Resta chiaro però che le due tecniche sono molto differenti e comportano tempo e costi molto distanti tra loro; sapere dell’esistenza delle due tecniche, quella tradizionale e quella moderna e saperle riconoscere, è il primo passo per imparare a conoscere, ma soprattutto per rispettare un’arte antica che proviene da un paese differente dal nostro.

LA FILOSOFIA GIAPPONESE

La filosofia giapponese sottesa a questa tecnica è il mono no aware, ovvero l’empatia per le cose. Quando un artigiano si appresta a lavorare su di una ceramica con un restauro Kintsugi, sviluppa una specie di innamoramento e di stima per l’oggetto che ha tra le mani. Lo studio, il lavoro, l’uso della lacca, l’oro che ricopre le crepe, sono atti di devozione per la ceramica e lo scopo è quello di permettere alla stessa di adempiere allo scopo per cui è stata creata.

LA METAFORA OCCIDENTALE

Cosa è arrivato in occidente? Prima di tutto la metafora delle crepe come ferite personali, o dell’anima, che possono essere rese migliori se trattate come talenti. Un fallimento, una caduta, un lutto, una cicatrice, restano indelebili e sono fonte di afflizione, vergogna, depressione, stati mentali alterati e negativi. Il Kintsugi, con l’oro che mette in evidenza una rottura senza nasconderla, ci porta a riflettere che ogni cambiamento è un passo in avanti, anche quando si cade.
Che se falliamo possiamo tornare a risplendere, che dal buio nasce la luce.
Sono tantissimi gli esempi che potrei fare, dagli abiti Kintsugi per disabili, alla poesia Kintsugi, dal terapia per donne pazienti oncologiche all’accostamento alla tanto amata resilienza.
Un mondo immenso, infinito quasi, di metafore incollate all’arte Kintsugi, alle volte forzatamente, altre meno.

Perché scrivo questo testo? Perchè se è vero che una metafora ha un grande valore se unita all’arte Kintsugi, conta che si usino parole corrette, termini esatti, provenienze certe, immagini che raccontino il vero e non un falso.
Da anni realizzo restauri di ceramiche e opere d’arte utilizzando la tecnica tradizionale Kintsugi, da prima che diventasse molto conosciuta e apprezzata anche in Italia. Ho studiato molto, sono stata in Giappone per imparare, non smetto mai di fare formazione; per questo vi dico “Prima di scrivere chiedete. Informatevi e scrivete notizie vere, piuttosto meno ma corrette. Così la metafora sarà ancora più forte, come forte e potente è la forza della lacca urushi, la vera preziosità dell’arte Kintsugi”

Corso di tecnica tradizionale Kintsugi: ciò che resta sono emozioni

Ogni corso ha una sua storia; ogni allievo intesse racconti, passione, arte, curiosità e insieme si crea un tessuto fitto, fatto di relazione e condivisione.

Ho scelto di dedicare parte del mio lavoro di artigiana restauratrice all’insegnamento; non è una scelta a cottimo, non voglio colonizzare il mondo con l’arte Kintsugi. Mi preme però raccontare un’arte sconosciuta o spesso interpretata in maniera poco corretta.
Il tempo che dedico è tempo ben speso, perché come io dono il mio sapere, così mi torna in piacevoli incontri, suggestioni creative e speciali sentimenti.

Insegnare la tecnica tradizionale giapponese Kintsugi è una sfida. Non si tratta solo di insegnare la tecnica, ma di far nascere negli allievi la passione.
È infatti il Kintsugi una tecnica bellissima e preziosa ma è soprattutto una tecnica complessa che presuppone una buona manualità e attitudine.
La lacca urushi, resina naturale estratta dalla pianta Rhus Verniciflua, ha, oltre le sue proprietà di resistenza, forza e impermeabilità, anche il fastidioso inconveniente di essere allergizzante per contatto: se non ben usata, si rischiano situazioni complicate e fastidiose alla pelle.
Questo è un primo scoglio che chi studia deve sapere affrontare e l’unico modo è, prima di tutto, la conoscenza; in secondo luogo, l’approccio umile e il rispetto.

La lacca ha tempi di polimerizzazione delicati che si attivano con temperatura e umidità dedicati; inoltre ha tempi molto lunghi. Tutto questo esula parecchio dal nostro vivere quotidiano, dai materiali chimici con tempi rapidi, programmati, che non abbisognano del nostro controllo; la lacca invece deve essere accudita, seguita passo passo, ogni giorno, affinchè indurisca e sia pronta per il passaggio successivo.
Quanto siamo disposti a dedicare il nostro tempo?
Questo chiedo ai miei allievi, questo spiego loro ed è questo il valore aggiunto che permette di innamorarsi del Kintsugi.

Il corso “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” che si è appena concluso, organizzato in collaborazione con l’associazione Giappone in Italia e tenutosi presso La Teiera Eclettica a Milano, è stata per me un’esperienza molto interessante. Ho organizzato le lezioni in quattro giornate di quattro ore, distanziate tra loro di una settimana. Questo per dare tempo agli allievi di famigliarizzare con la lentezza della lacca. Ogni allievo aveva a disposizione due ceramiche su cui abbiamo lavorato durante le lezioni, da seguire a casa, controllando temperatura e umidità, e ogni settimana era loro compito riportarle per proseguire il lavoro.
I materiali di uso durante il corso erano invece comuni; ogni allievo doveva prendersi cura di pulire e tenerli con attenzione. È questo infatti la mia prima richiesta, sulla quale sono abbastanza rigorosa: avere rispetto e pulizia dei materiali è sinonimo di saper lavorare, un tavolo pulito è il primo passo per un buon lavoro.

Orietta, Lidia, Mara, Isotta e Helga. Cinque donne, cinque storie diverse, diverse soprattutto le finalità e le aspettative.
Abbiamo formato da subito una squadra, chi non riusciva veniva supportato dalle altre, io stessa ho aiutato in momenti di difficoltà. Il tempo è passato veloce, forse troppo, tra informazioni, silenzi di attenzione, racconti personali e una sempre buona tazza di tè offerta dalla deliziosa pardona di casa Barbara.

Cosa faranno ora le mie allieve? Per ora ammiro i loro lavori, ceramiche curate nelle quali ognuna di loro ha impresso il tocco personale. Ammiro i loro sorrisi felici. E resto in attesa di vederle sbocciare, crescere e creare, con ardimento, professionalità, ma, prima di tutto, con rispetto per un’arte che arriva da un tempo e un paese lontano e di cui noi, con passi leggeri, stiamo apprendendone il senso profondo.

I nuovi corsi di Kintsugi 2018/2019

Sapete che gli oggetti rotti riparati con la tecnica kintsugi sono esposti nelle stanze del tè prevalentemente nelle prime due settimane di autunno?
È il periodo dell’anno che preannuncia la fine del germoglio, della fioritura, pronta la natura al letargo e al declino, con i colori accesi e poi spenti. Nagori viene chiamato questo periodo, un periodo in cui le persone dimostrano una speciale sensibilità e malinconia prima del silenzio dell’inverno.

Così è il Kintsugi, una malinconia serena nel saper apprezzare ciò che di noi invecchia, che si rompe, i fallimenti, i dolori, i lutti, gli amori perduti, le invalidità che la vita riserva al nostro cammino; una malinconia serena che ci porta ad amarci per come siamo, rotti ma nuovi, unici, irripetibili e per questo degni dell’oro che ci ricopre.

Per questa fine d’anno e per il prossimo 2019, ho preparato una serie di corsi, diversi tra loro per modalità e impegno ma con lo stesso filo dorato comune, per farvi conoscere i segreti e la bellezza dell’arte Kintsugi

18 novembre 2018, 9,30- 13,30 (qui il link con i dettagli) 
La Teiera Eclettica, Milano, in collaborazione con Giappone in Italia
Corso di 4 ore di tecnica semplificata, con resina e polvere d’oro.

-24 Novembre 2018, 9,30-17,30 (qui il link con i dettagli) 
GufieAllodole, Monteveglio (Bologna)
Corso di 8 ore, un viaggio tra tecnica, arte e metafora, in compagnia di Alessandra Cacciari, medico olistico e antropologa.

-26 gennaio, 2-9-16 febbraio, 9,30-13-30 (qui il link con i dettagli) 
La Teiera Eclettica, Milano, in collaborazione con Giappone in Italia
Corso di TECNICA TRADIZIONALE GIAPPONESE.
Una volta all’anno propongo il corso di tecnica tradizionale, con lacca urushi e polvere d’oro, seguendo le antiche orme del Giappone della fine del 1400 e in uso a pochi restauratori. Il corso è aperto a tutti, richiede pazienza e dedizione.

-16 marzo 2019, 14,30-18.30 (qui il link per i dettagli)
Atelier des Pampilles, Torino,
Corso di 4 ore di tecnica semplificata, con resina e polvere d’oro.

La prima pagina di un diario di viaggio

Sono passati ormai più di due mesi dal mio primo sensazionale viaggio in Giappone. Ho racconti, ricordi ed emozioni vivissimi ma ancora non riesco a metterli per iscritto.
In parte è la mancanza di tempo, perchè il tempo è sempre poco e quello che ho lo dedico a restaurare ceramiche; in parte è che i ricordi sono tantissimi e non so come descriverli, se ordinarli o lasciarli liberi di vivere secondo il loro istinto.

Oggi, nel blog della Rete al femminile Biella provo a descriverne alcuni. Un viaggio che mi ha insegnato tanto, che porterò sempre con me.

tempio argento

“Cosa succede dentro di noi all’arrivo di una notizia positiva e inaspettata?
All’inizio siamo incredule, pensierose, ci affrettiamo a capire se sia uno scherzo o no e, infine, siamo senza parole.
O meglio, io sono rimasta senza parole quando Yu Akao mi ha spiegato il significato del biglietto che mi stava consegnando.

“Chiara san sei stata invitata in Giappone per partecipare al programma di Tv Tokyo, Nipponikitai! (Chi vuole venire in Giappone)”
Vuoi che ti racconti dall’inizio come è andata? Cercherò di essere breve anche se le emozioni che ancora sono dentro di me, se esplodessero, brevi non sarebbero affatto.

Il mio incontro con il Kintsugi
Da qualche anno ho iniziato a lavorare con la tecnica Kintsugi, arte giapponese che consiste nel riparare ceramiche con lacca urushi e polvere d’oro. Ho imparato da sola, guardando video (pochi), leggendo qualche informazione (pochissime); ho usato i miei 27 anni di restauro per provare, fallire, riprovare, riuscire. Quando ho raggiunto una buona conoscenza, ho raccontato la mia arte nel web. Con costanza: ogni giorno un post, approfondimenti sul sito, foto su Instagram, ho scritto un manuale dedicato.

Ed è proprio nel web che Tv Tokyo mi ha trovata: appassionata di cultura giapponese, autodidatta, mai stata in Giappone, la protagonista perfetta per il loro programma. (continua qui) 

NIPPONIKITAIHITO

Cosa sono andata a fare in Giappone un mese fa? No, non sono andata in vacanza!
Sono stata INVITATA da TVTOKYO a partecipare a Nipponikitaihito, un programma dedicato alle persone che amano davvero il Giappone e che hanno imparato un’arte giapponese da soli nel proprio paese. (Come mi hanno trovata? Cercandomi nel web. )
Un settimana unica dove sono stata accudita e dove ho potuto realizzare il mio sogno: conoscere l’arte KINTSUGI. 

Ho incontrato il popolo giapponese e la sua proverbiale generosità e cordialità; ho conosciuto artisti talentuosi, umili e pronti a insegnarmi tutto il loro sapere.
Sono stati 7 giorni intensi. La mia puntata andrà in onda il 20 Agosto alle ore 20 (0ra giapponese. 13 ora italiana), per ora godetevi le presentazione!

http://www.tv-tokyo.co.jp//

Cattura.JPG

avvertenze: tasto destro e “traduci pagina”
Cliccate sul video e vedrete 30 secondi di presentazione…quella che vedrete sono io 😀

Nuove date dei corsi per l’autunno e un grande viaggio!

Le nuove date dei corsi Kintsugi e un grande viaggio!
Estate, sui tavoli guide turistiche e nella mente pensieri leggeri.

17arrivotokyo

Per non farti trovare impreparato al tuo rientro, ti anticipo le prime date di questo autunno dei miei corsi “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro”
– 30 Settembre, Mestre, “Alla corte del Tè”
– 20 Ottobre, Milano, “Atelier Arte Insieme”
– 27 Ottobre, Torino, “Atelier Des Pampilles”

Se sei interessato a una di queste date, contattami e ti darò maggiori informazioni su orario e costi.

E, a Settembre, quando saremo tutti tornati alla quotidianità, ti racconterò del mio viaggio in Giappone. Un viaggio unico e straordinario che ha aperto una nuova porta nella mia vita. Sono stata invitata a partecipare a un progetto importante, formativo e umano, un progetto che mi ha dato le chiavi per lavorare con più sicurezza, professionalità e amore con l’arte Kintsugi.

Buone vacanze!
Chiara

Informazioni utili
Alla corte del té  Mestre
Atelier Arte Insieme  Milano 
Atelier Des Pampilles Torino 

Kintsugi, il libro, ora anche in inglese.

L’interesse che l’arte Kintsugi sta riscuotendo è importante. In Italia passa il messaggio, la metafora che la rottura colmata con la polvere d’oro porta con sé, una metafora di vita, di ferite rimarginate, di anime a pezzi e ricostruite. La curiosità quindi legata al mio breve saggio “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” è molta e di questo non posso che esserne contenta. Il libro è un piccolo assaggio conoscitivo e sto lavorando alla seconda edizione, più completa e dettagliata che potrebbe uscire già all’inizio del nuovo anno.

In America e nel nord Europa è conosciuta da più tempo, c’è maggiore attenzione al punto che vengo spesso contattata per informazioni, curiosità su tecnica e filosofia. Ho quindi sentito la necessità di tradurre il testo. Ho optato per una persona competente che ha al suo attivo altre traduzioni: il mio testo è tecnico in alcune parti e una buona traduzione è il primo passo per avere un buon riscontro. Ho imparato infatti che la traduzione è una nuova veste del libro, una riscrittura e il tono del traduttore diventa primario sul tono dello scrittore: conviene quindi affidarsi a mani esperte.

Ecco quindi che dopo la versione cartacea ed ebook italiana, da pochi giorni sono presenti la versione paperback ed ebook in inglese, in vendita su Amazon.

copertina ebook ingl

Kintsugi, the art of repairing with gold,  ebook 

Kintsugi, the art of reparing with goldpaperback 

Workshop Kintsugi da AD Gallery

Durante la mostra Kintsugi, l’arte che guarisce le ferite, presso AD GAllery, Milano, al termine, il 19 maggio, condurrò il workshop “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro”.

Il corso durerà 4 ore durante le quali si lavorerà su di una ceramica, occupandoci della rottura fino alla completa ricostruzione con l’arte Kintsugi. La tecnica usata sarà quella semplificata di resina epossidica e polvere simil oro, una tecnica accessibile a chiunque e che dà ottimi risultati estetici.
Durante le ore di lavoro vi introdurrò nel mondo giapponese della fine del XV sec, tra arte, cultura, filosofia e cerimonia del tè.

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Foto Alberto Moro, ceramica Kintsugi Chiarartè

Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro, Atelier Arte Insieme

La volta scorsa c’era la neve, una nevicata così fitta che mai Milano prima aveva visto, almeno negli ultimi anni. Eppure ci siamo trovati da Atelier Arte Insieme, per un intimo e accogliente workshop di arte Kintsugi. L’atmosfera che si respira da Nadia e Melania è calda, rilassata, un salotto d’arte ed emozioni.

Sono quindi felice di essere stata invitata di nuovo: presenterò infatti il workshop “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro“, corso di un’ora e mezza di tecnica semplificata, durante il quale impareremo a ricostruire una ceramica rotta usando resina epossidica e polvere d’oro nel mentre vi porterò a conoscere l’arte giapponese della fine del 1400, la cultura e la filosofia Zen.

Un viaggio affascinante che vi aprirà nuove conoscenze e voglia di imparare.

ATELIER ARTE INSIEME, via Gabetti 15, Milano 

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Workshop di Kintsugi, G81, a Milano

Dopo il successo della scorsa edizione nel mese di Marzo, torna, voluto a grande richiesta, il workshop “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro”, corso di tecnica semplificata di un’ora e mezza che permette una visione generale dell’arte Kintsugi e la sperimentazione personale della realizzazione di una propria opera d’arte.
Durante il workshop ogni allievo ha una ceramica rotta da riparare: apprende come imbastire i pezzi, come incollarli, fino ad avere tra le mani un capolavoro di arte e creatività.

Sabato 12 Maggio, ore 14,30 G81, Via Garibaldi 81, Milano 

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Il negozio G81, negozio di abbigliamento e oggettistica giapponese a Milano, in via Garibaldi 81, è un perfetto connubio tra arte e Giappone, un luogo tranquillo tra le vie affollate dello shopping milanese.