Corso di Kintsugi tradizionale giapponese

Dopo 4 settimane è terminato il corso di Kintsugi tradizionale giapponese che ho tenuto a Milano, in collaborazione con l’associazione Giappone in Italia.

Al corso hanno partecipato 6 allievi; ognuno di loro aspettava questo corso da tempo e averlo trovato è stata una vera felicità. È strano aver costruito un qualcosa che prima non c’era e di cui qualcuno sentiva la necessità; è strano perché non sono un’insegnante ma una artigiana con tanta voglia di condividere e di portare fuori dal proprio laboratorio la sua esperienza e passione.
Questo è stato il corso di Kintsugi originale, un momento di forte condivisione e armonia, dove si è lavorato duramente e senza sosta ma mai il tempo è pesato, anzi, è passato in fretta, senza dover mai richiedere una pausa. Un caffè sì, e come si può dire no a un caffè?
I miei allievi arrivano da realtà differenti, sia personali che lavorative, ma tutto ciò non ha pesato sullo sviluppo del corso, anzi, se possibile lo ha rafforzato.
Mi hanno ascoltata, seguita, hanno rotto e riparato, hanno accudito a casa la loro ceramica, dandole un nome, curandola fino alla lezione successiva: perché il mio corso di Kintsugi non è solo mera tecnica ma arte.
Questo hanno imparato, a vivere l’arte, a lasciarla uscire.
Sono state ore di chiacchiere, di attenzione, ore di silenzio, alle volte anche senza respiro, le spalle troppo tese nell’attenzione al dettaglio, a non sbagliare, a non fallire.
Ma è proprio il Kintsugi la via per accettare il fallimento e anche questo, seppur con più difficoltà, abbiamo imparato.

Alcune immagini del corso che tanta soddisfazione mi ha dato (preceduta da una forte insicurezza, perché c’è sempre la paura di non essere all’altezza delle aspettative)

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I commenti a caldo dopo un corso danno davvero tanta soddisfazione

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La classe al completo, con Alberto Moro, presidente di Giappone in Italia che ha consegnato con me i diplomi agli allievi.

Corso di Kintsugi originale a Milano

Finalmente è arrivato il tempo: un anno per conoscere, un anno per apprendere, un anno per lavorare. Questo che sta arrivando è l’anno dell’insegnare.
Quando quasi 4 anni fa ho incontrato l’arte Kintsugi non immaginavo la strada che avrei percorso, una strada fitta, ricca di linee, spesso dorate, di incontri, meraviglie, fallimenti e successi. I lavori, le ceramiche, il libro, i laboratori e ora un corso importante, ben strutturato, 16 ore di lezione ripartite in 4 ore per 4 sabati consecutivi dal 3 di Febbraio, a Milano, in collaborazione con Giappone in Italia. 

Il corso si rivolge a chi ha desiderio di apprendere il senso profondo dell’arte Kintsugi, non è un corso affrettato, verranno toccati molti lati dell’arte giapponese; non sarà solo nozioni, ma lavoro approfondito. Si partirà da una ceramica, dalla sua rottura; si analizzeranno i materiali, la loro funzione, e passo passo si imparerà ad usare la lacca urushi, farina, tomoko, il muro.

Se sei interessato puoi trovare il programma dettagliato e i costi al link della pagina Giappone in Italia, QUI 

Se vuoi informazioni puoi contattarmi o via mail info@chiaraarte.it o telefonicamente al 3495830059 

Workshop Kintsugi, Milano, Giappone in Italia

Giappone in Italia, in collaborazione con Chiarartè, è lieta di annunciare uno straordinario ed esclusivo workshop di kintsugi, l’arte di riparare gli oggetti di ceramica rotti con polvere d’oro. Il laboratorio sarà tenuto da Chiara Lorenzetti, restauratrice professionista ed esperta di kintsugi e arte giapponese.

Il workshop si svolgerà mercoledì 6 dicembre 2017, dalle 16:00 alle 17:30. Durante l’incontro Chiara Lorenzetti illustrerà ai partecipanti la storia e le origini culturali di questa antica tecnica artistica giapponese, nata nella Terra del Sol Levante alla fine del XV secolo. Si passerà poi al laboratorio vero e proprio in cui i partecipanti potranno provare con le proprie mani a riparare un piccolo oggetto di ceramica con la tecnica del kintsugi.

Numero massimo partecipanti: 10.

Il luogo del workshop sarà il ristorante giapponese di nuovissima apertura Gastronomia Yamamoto, che offrirà a tutti i partecipanti una merenda in stile giapponese. La Gastronomia è in via Amedei 5, Milano.


Sarà inoltre possibile acquistare in loco il libro Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro di Chiara Lorenzetti e il kit per kintsugi con resina e polvere simil oro.

Rete al Femminile di Biella, le mie ceramiche nel blog

Le mie ceramiche Kintsugi oggi nel blog della Rete al Femminile di Biella, tra i 10 complementi d’arredo che non possono mancare all’interno di un laboratorio/studio.

“L’ambiente in cui lavori è ciò che influisce di più sulla tua produttività. Anche se non te ne accorgi, ciò che ti circonda ti influenza giocando un ruolo super importante.

Questo può provocare parecchia ansia nella fase di ricerca dello spazio giusto, quando compri gli arredi e scegli come disporli. Vuoi che tutto sia perfetto, fin da subito, e non vuoi sbagliare, proprio perché si parla di lavoro.

Quello che posso consigliarti per evitare pensieri negativi è questo: arreda e organizza lo spazio secondo i tuoi gusti, le tue preferenze, proprio come se fosse parte di te, del tuo modo di pensare, del tuo modo di vivere.  Ogni laboratorio rispecchia la personalità di chi lo vive, e così deve essere anche il tuo. Immaginalo come se fosse una seconda casa, un luogo affascinante dove trascorrere le giornate e liberare la creatività.
Libera la mente e crea un’atmosfera che ti faccia sentire a casa!…continua QUI

 

 

 

Come Oro nelle Crepe

Non arrendersi ai limiti del proprio corpo, trasformare la fragilità in bellezza e le cicatrici in rifiniture dorate, come nella tecnica kintsugi della ceramica giapponese.

L’artista Gioia di Biagio, affetta da sindrome Ehlers-Danlos, da anni riafferma la propria condizione traducendo il suo corpo in strumento artistico e presentandosi come un “kintsugi vivente”. Come l’antica arte giapponese del kintsugi riesce a riparare le ceramiche spezzate attraverso l’uso di foglie d’oro fuso che fungono da collante per i tasselli lesi, Gioia Di Biagio dora le sue cicatrici, per affrontare e sanare le sue fragilità attraverso il gesto artistico.
In occasione della presentazione della nuova uscita de La Tigre di Carta, giunta al n. 13 dedicato al tema dello Sgretolamento (esagramma 23 dell’I Ching), Gioia Di Biagio sarà presente alla Corte dei Miracoli con un progetto di riflessione sui temi dello sgretolamento e della rinascita, che unirà performance live, fotografia, editoria e videomaking.

Gli scatti di Gioia nella performance “Io mi oro” a cura di Camilla Giannelli e Anna Laviosa, pubblicati sul numero 13 de La Tigre di Carta, saranno esposti in una mostra, a cui si accompagnerà anche un’esposizione di kintsugi classici prodotti dalla restauratrice Chiara Lorenzetti.

Come oro nelle crepe
programma eventi:

Lunedì 3 luglio ore 12:30
Conferenza stampa con lunch [c/o Corte dei Miracoli Via Mortara, 4]
Ingresso Libero > conf. stampa + lunch

Giovedì 6 luglio > Ore 21:00
Evento Mix Live[c/o Corte dei Miracoli Via Mortara, 4]

Performance live di Gioia Di Biagio, mostra video-fotografica, esposizione di kintsugi e presentazione del n. 13 de La Tigre di Carta con estrazione dall’I Ching dell’esagramma del prossimo numero. Gli scatti di Gioia nella performance Io mi Oro a cura di Camilla Giannelli e Anna Laviosa, pubblicati sul numero 13 de La Tigre di Carta, saranno esposti in una mostra, a cui si accompagnerà anche un’esposizione di kintsugi classici prodotti dalla restauratrice Chiara Lorenzetti.

Ingresso: 8 € spettacolo + drink (speciale offerta Teatro d’Estate)

Venerdì 7 luglio > Ore 21:00
Gioia sarà ancora alla Corte con il gruppo Le Cardamomò, di cui fa parte, e il loro spettacolo Valse de meduse show. Sarà una produzione di teatro d’ombre e musica francese, in cui Gioia Di Biagio è presente come musicista e attrice nel ruolo di una dama di cristallo che si rompe con fragilità.

Ingresso: 8 € spettacolo + drink (speciale offerta Teatro d’Estate)

Imperfetti, tazza Tenmoku in gres.

Tazza Tenmoku, gres del Laboratorio Raku di Bussana Vecchia , imperfezione nella cottura della vernice che ha lasciato parti non verniciate.

Quando incontro un ceramista, chiedo sempre se ha qualche oggetto imperfetto, un oggetto che ha subito dei danni in cottura, una colatura di vernice, una crepa, un danno quindi che non gli permette di metterlo in vendita. Sono questi gli oggetti che cerco per creare la mia linea “Imperfetti”.
Su questi pezzi agisco con una ulteriore rottura che riparo con l’arte originale giapponese Kintsugi, lacca Urushi e polvere d’oro.
È un procedimento lento, prezioso e delicato, che rende uniche le mie opere, proprio perché è nell’imperfezione e nelle linee di rottura la loro perfezione e unicità.

 

Monastero di Bose: restauro di un piatto in gres

Piatto con rottura e filatura

Piatto quadrato con piedini a rialzo in gres realizzato nel laboratorio di ceramica del Monastero di Bose, Magnano, Biella.
Dimensioni 30x30cm.
Il piatto presenta una decorazione verde nera in vetrina con quadrato centrale non invetriato.
Si evidenzia una rottura e una filatura.

Restauro eseguito con tecnica Kintsugi originale giapponese. Lacca urushi e farina. Riposo in muro, condizioni di caldo umido. Stuccatura e carteggiatura ripetute. Lacca rossa e oro imitazione in polvere nelle linee di rottura.

Il sito del Monastero di Bose http://www.monasterodibose.it/

Porcellana Meissen, piattino con decoro blu a cipolla

Piattino da caffè in porcellana Meissen con decoro cipolla blu.
Restauro Kintsugi

Il piattino è rotto in parecchi pezzi ed alcuni frammenti sono mancanti.
Restauro arte Kintsugi, con lacca Urushi e tomoko per incollaggio e successive stuccature.
Carteggiatura con carta a vetro ad acqua.

Filettatura con lacca urushi rossa, adesivo per la polvere d’oro.
Pulitura con spugna e acqua dalla polvere in eccesso.

Vassoio Jardiniere V&B

Vassoio Jardiniere V&B decorazione floreale bianca e blu.  Rottura centrale Restauro Kintsugi

 

La tecnica Kintsugi è un’antica tecnica di restauro giapponese. Le rotture vengono incollate e stuccate con resine naturali e riempite con polvere d’oro. Il procedimento è lento, l’incollatura necessita almeno tre giorni di riposo in ambiente caldo e umido. Si può applicare su ogni ceramica e su ogni tipo di rottura.