La tradizione Kintsugi per Toyota Italia

Doroppu, una forma a goccia con i colori del Giappone, un’opera di design che è anche un premio, nasce dalle menti creative dell’agenzia The Partnership di Roma per un ambizioso progetto Toyota per le olimpiadi 2020 di Tokyo: The Unbreakable.

Doroppu è una ceramica che si infrange a terra e cadendo si rompe in mille pezzi.
Sono gli atleti del Toyota Team a farla cadere, e nel cadere raccontano le loro difficoltà, la strada in salita, quel momento dove hanno pensato di non farcela.
Le mie mani sono la ricomposizione, le mie mani raccolgono, mettono insieme, lentamente, con il tempo della lacca urushi e l’oro del Kintsugi, i Doroppu; così le vite dei campioni tornano a splendere, nuovi nella dorata fragilità.
Unici, come si è dopo aver cambiato strada e aver ritrovato il proprio centro.

L’arte Kintsugi tradizionale Kintsugi è una tecnica antica giapponese, risale alla fine del 1400. Utilizza materiali della tradizione, lacca urushi, farina, tonoko e polvere d’oro, o polvere d’argento (Gintsugi)
Così com’era, così si usa ora, rispettando tempi e pazienza, con utensili e materiali che negli anni sono rimasti invariati. E questo non per mancanza di progresso ma per rispetto, rigoroso e sacro, della tradizione.

Le fasi di lavorazione partono dall’incollaggio dei cocci, con lacca urushi e farina di riso, Nori urushi, con un tempo di attesa di 5-6 giorni nel muro, un ambiente a 25° e a 80% di umidità, che permette alla lacca di polimerizzare.
Dopo una settimana si passa alla stuccatura delle linee di rottura, con Ki urushi e tonoko. Al contatto con l’aria, la pasta ottenuta assume un colore scuro, che resterà tale anche dopo la polimerizzazione nel muro, 5-6 giorni, 25° e 80% di umidità.

Le stuccature possono essere numerose, così come la carteggiatura ogni volta più precisa e raffinata, e ogni volta che passo a una nuova stuccatura devo mettere in conto i giorni della polimerizzazione.
Al termine di questo procedimento, che ha svariati gradi di personale perfezione, sulle linee di rottura ben definite, passo con il pennello la lacca nera, kuro urushi, che serve a impermeabilizzarle e a renderle ancora più precise.

Ora si comincia a vedere delineato il disegno che la rottura ha creato, il fluire delle fratture che raccontano un oggetto nuovo.
È questo il tempo per prepararsi all’oro, con una superficie liscia, uniforme e resistente all’acqua.
Con un pennello di setola animale si ricoprono le linee di rottura con bengara urushi, lacca urushi rossa, e si attende un tempo non definito, ma legato alla sensibilità dell’artista, prima di deporre la polvere d’oro.
È un tempo importante, forse il più importante di tutta la lavorazione. Un tempo che arriva con la pratica e l’uso, che non si può spiegare se non con tentativi e fallimenti. Arriva il giorno in cui l’occhio intuisce quando il rosso vira di colore ed è pronto per l’oro.

Non bisogna dimenticare che anche in questa parte di lavoro occorre riporre l’opera nel muro, che sempre determina i tempi con la temperatura e l’umidità corrette. Senza, il lavoro sarebbe perso.

E all’ultimo l’oro.
Oro in polvere che lentamente si deposita sullla lacca e alla lacca aderisce penetrandone in profondità. Più polvere si aggiunge, maggiore sarà la lucentezza che verrà esaltata dal wata, cotone di seta, da strofinare con delicata decisione.
Le nuove forme sono delineate, l’oro è il segno del tempo passato, di ciò che si è rotto per essere riparato, la forza del non cedere, il coraggio del presente.
Il Kintsugi è compiuto.

Lavorare a The Unbreakable è stata una grande esperienza e lavorativa e umana.
Oltre al restauro Kintsugi delle opere Doroppu, ho impersonato me stessa nelle scene video. Ho avuto modo di vedere da vicino gli atleti per i quali ho creato le opere, ascoltare le loro storie, le rotture e le rinascite.

Il Doroppu ora porta con sè la storia della sua rottura, la storia del campione che ha voluto raccontarla.

Ivan Federico: “Se non cadi, non hai evoluzione”
Immagino per lui che è campione di skateboard, linee morbide con diverse filature.
Immagino la linea che lascia lo sci nella neve.
Immagino un centro, una radice da cui diparte un reticolo.
La rottura è una crescita.

Andrea Pusateri: “Ho imparato che per ogni cosa bella ne accade una brutta. E di nuovo una bella”
Immagino per lui un pezzo mancante dorato che rappresenti la sua mamma la cui perdita è forza. Senza quel pezzo dorato non si tengono uniti i cocci.
Metto la parte mancante dalla parte del cuore

Simona Quadarella.
Tante piccole rotture, filamenti molto fini, un reticolo.
Racconta la sua forza fragile, determinata ma attaccata dalle difficoltà.
Una parte grande davanti, per lei le rotture sono quasi invisibili.

Gabriele Detti
Linee orizzantali, come onde del mare. Sinuose, alcune grandi e altre piccole.
Immagino un braccio, un muscolo grande e uno piccolo. Come una vena

Bebe Vio
Immagino una rottura netta, una sola.

Vanessa Ferrari
Immagino diverse rotture, alcune più grandi, altre meno, come continui blackout. Tagli netti, quasi scontrosi, e poi linee fluide. Un alternarsi di rotture e linee.

Ivan Zaytsev
Immagino una rottura quasi nascosta, non fisica, nel cuore, un diramarsi di vene da un centro caduto.

Torino, Atelier Des Pampilles, workshop Kintsugi dopo il lockdown

Quando eravamo nel mezzo del lockdown, tutto fermo, bloccato, pensavo non si sarebbe ripartiti più.
È stata quindi una gioia poter annunciare la prima data dei miei workshop di Kintsugi con tecnica moderna a Torino, là dove avrei dovuto tenere il corso il 4 aprile, poi rimandato.

Cosa facciamo ai corsi? Cosa vi insegno?
Vi insegno a diventare artisti pronti per mostre e convegni?
No, vi insegno ad amare l’arte Kintsugi, ad avvicinarvi piano piano, in punta di piedi, tra cocci sparsi e rotti, in attesa di essere ricomposti

Distanziati, chi voleva con mascherina e guanti (siamo in Piemonte e non ci sono obblighi in luoghi chiusi se c’è distanziamento), locali sanificati, gel disinfettante, classi divise per 5 così da avere il maggior spazio a disposizione. Tutto nel rispetto delle regole per poter godere in serenità 4 ore di armonia e bellezza.

Grazie a Atelier Des Pampilles per la calorosa ospitalità e grazie a chi ha voluto esserci, in special modo Elsa Panini, alias La Cuoca Insolita con cui due anni fa ho diviso l’emozione di salire sul palco del Salone del Libro per ricevere il premio di Apid per uno scritto sull’Imprenditoria Femminile
(qui, per chi volesse saperne di più, il racconto di quella serata)

Niente quanto un buon restauro riesce a mettere pace

Resto in silenzio, uso questo tempo per riflettere su quello che sono, su quello che mi serve davvero. Elimino il superfluo nelle cose, elimino le persone negative, cerco di godere di quello che ho.
Ogni momento della vita serve a qualcosa, non sono eterna, e dalla fragilità della vita, dalla mia imperfezione, posso solo trarre insegnamenti


Grande piatto cinese, gres, decorazione blu floreale su fondo bianco.
Restauro Kintsugi tradizionale giapponese, lacca urushi, polvere d’oro.

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Invisibile

Invisibile.
Non sempre abbiamo voglia di mostrare le ferite, semplicemente non serve, non aggiunge nulla al racconto di noi, è un passato finito, lontano, superato
Lasciano un solco dorato, questo sì, che si confonde con la nostra pelle, e si intravede, c’è ma non parla più.
Kintsugi Chiararté, tecnica tradizionale giapponese, lacca urushi e polvere d’oro puro.

Le linee dorate sono sottili, quasi invisibili su questo gres color terra, scompaiono ma ci sono; così è per noi la vita, non sempre osiamo o riteniamo di mostrare le nostre ferite, ma sappiamo esserci. Profonde, toccanti, il nostro essere vivi.

Kintsugi è una tecnica giapponese nata alla fine del 1400 in Giappone. Una tecnica non solo artistica ma che ha implicazioni filosofiche e psicologiche molto ampie, che riguardano le nostre ferite, quelle dell’anima, di come siamo capaci a rinascere ogni volta più forti e unici.

Kintsugi è una tecnica lenta, utilizza la lacca auctoctona urushi, rispetta i tempi, porta alla riflessione. È un lavoro difficile e minuzioso. Quando mi metto al tavolo di lavoro, la mia mente cambia, rallenta, spesso lavoro in silenzio, il tavolo è diverso. La mente è diversa.
Su ogni pezzo vi è una rottura, un atto che non comporta distruzione ma creazione; con la rottura creo un unico imperfetto che diventa perfetto, ricamato di fili d’oro nelle linee di frattura.

Workshop Kintsugi, Milano, Giappone in Italia

Giappone in Italia, in collaborazione con Chiarartè, è lieta di annunciare uno straordinario ed esclusivo workshop di kintsugi, l’arte di riparare gli oggetti di ceramica rotti con polvere d’oro. Il laboratorio sarà tenuto da Chiara Lorenzetti, restauratrice professionista ed esperta di kintsugi e arte giapponese.

Il workshop si svolgerà mercoledì 6 dicembre 2017, dalle 16:00 alle 17:30. Durante l’incontro Chiara Lorenzetti illustrerà ai partecipanti la storia e le origini culturali di questa antica tecnica artistica giapponese, nata nella Terra del Sol Levante alla fine del XV secolo. Si passerà poi al laboratorio vero e proprio in cui i partecipanti potranno provare con le proprie mani a riparare un piccolo oggetto di ceramica con la tecnica del kintsugi.

Numero massimo partecipanti: 10.

Il luogo del workshop sarà il ristorante giapponese di nuovissima apertura Gastronomia Yamamoto, che offrirà a tutti i partecipanti una merenda in stile giapponese. La Gastronomia è in via Amedei 5, Milano.


Sarà inoltre possibile acquistare in loco il libro Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro di Chiara Lorenzetti e il kit per kintsugi con resina e polvere simil oro.